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| EDITORIALE “I CARE” Queste due semplici parole stavano scritte sulla porta d'ingresso della scuola diretta da don Milani a Barbiana. Significano: MI INTERESSA, MI IMPORTA… MI RIGUARDA. E nulla, in questi ultimi tempi, ci è sembrato non interessarci, non importarci, non riguardarci maggiormente come gli avvenimenti del Kosovo. Allora non possiamo stare con le mani in mano e guardare dalla finestra nella speranza che gli avvenimenti cambino. L'Associazione Mago Sales vi invita a collaborare a vantaggio di coloro che sono sempre stati i nostri privilegiati: i piccoli della terra, di quella terra ora devastata da assurdi disegni di potere. Noi sappiamo che la primavera del Kosovo arriverà se salviamo questi piccoli, perché diventeranno, domani, i costruttori di pace. Essi sono la speranza, il seme di una futura rinascita e crescita lontano dell'odio. Per fare questo l'Associazione Mago Sales, si impegna concretamente a collaborare con la missione dei Salesiani in Albania a Tirana e ad adottare a distanza i minorenni profughi del Kosovo. Mago Sales |
| LETTERA DAL KOSOVO |
| La
lettera di questi due ragazzi del Kosovo, è giunta alla nostra redazione
nel mese di Novembre dello scorso anno, fra tante altre di richiesta di
aiuto. Allora demmo poca importanza alle parole dei due ragazzi, in quanto
le nostre preoccupazioni erano già indirizzate ad altri progetti che ci
sembravano prioritari. A distanza di pochi mesi abbiamo riletto la stessa
lettera e il tutto è diventato, purtroppo, triste realtà. Ciao, siamo Arjan e Adem due ragazzi che abitano nel Kosovo. Il Kosovo fa parte della Serbia, una nazione della ex Jugoslavia e, detto in tutta sincerità, qui è diventato impossibile vivere. La nostra popolazione è formata dal 90% di albanesi e dal 10% di serbi, ma dal 1989 i serbi hanno cominciato a togliere molti diritti a noi |
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| albanesi.A noi ragazzi hanno tolto il diritto di frequentare la scuola, ai nostri genitori il diritto di lavorare, a tutti il diritto di andare all'ospedale e essere curati… In questi ultimi mesi la situazione è diventata ancora più grave. Molti di noi hanno dovuto abbandonare le proprie case perché sono state distrutte dai cannoni, saccheggiate ed incendiate. Ci siamo rifugiati nei boschi a dormire al freddo per sfuggire a chi ci minacciava. Ora le nostre case sono fatte di legno e cellophane. Nient'altro. Ci sono migliaia di profughi, uomini, donne, bambini, giovani, vecchi; senza casa, senza meta, senza niente. Ti confessiamo che non abbiamo capito il perché di tutto questo! Non puoi immaginarti cosa significa essere continuamente umiliati, derisi, picchiati; cosa significa vivere nella paura di essere uccisi. Abbiamo paura della guerra. Aiutaci a non cadere nella violenza, aiutaci a vivere in pace, noi e tutti gli altri. Vogliamo la pace per tutti e la vita per tutti; ma quanto ci costa! Si avvicina l'inverno e con lui il freddo, la fame, le malattie provocheranno altre sofferenze. Ti chiediamo un aiuto, per ritornare a casa, per ritornare a scuola, per ritornare a giocare, ne abbiamo tanta voglia. Ti scriviamo a nome dei tanti ragazzi che vivono nel nostro paese e ti diciamo grazie di averci ascoltato a aver conosciuto la nostra situazione. Grazie per tutto quello che farai per noi. Ciao e grazie. |
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Il caso ha voluto che ritrovassimo, in questi primi giorni di aprile 1999, gli stessi ragazzi Arjan e Adem nell'elenco dei minori ospitati presso il campo profughi, gestito dai Salesiani a Tirana. Direttore dello stesso centro è don Matteo di Fiore, mio compagno di studi teologici a Castellammare di Stabia, il quale si premurò, di farmi avere l'elenco dei ragazzi da assistere, nella speranza di una richiesta di aiuto. Ora la richiesta di aiuto diventa immediata. Si tratta di un intervento attraverso il centro di accoglienza per 600/700 persone voluto dalla Diocesi di Tirana e realizzato in collaborazione con il governo italiano e con la protezione civile. Tale centro, con sede a Tirana, sarà poi coadiuvato da una serie di Osservatori minori(25) sparsi su tutto il territorio albanese. Il programma di assistenza prioritaria consiste nella sistemazione di questi minori presso famiglie albanesi con un costo di circa 300. 000 Lire per un periodo di sei mesi. Un programma meno immediato ma non secondario consiste nella istituzione di una borsa di studio della durata di almeno tre anni per i bambini assistiti. Il costo di questo progetto è ancora da stabilire. Di entrambi i programmi l'associazione mago Sales, si premura di reperire quanti più fondi possibili. L'obiettivo è di rendere quanto più indolore - sia per la popolazione ospite, sia per i profughi - l'accoglienza dei kosovari. Mago Sales ringrazia quanti vorranno aiutare i bambini del mondo. MAGO SALES |