| Avanti |
![]() |
| SOS SOMALIA |
| UN
INCONTRO UN INVITO Chi vi scive è Mago Sales. Nel mio ultimo viaggio in Kenya, ho avuto la fortuna di incontrare un caro amico: Giorgio Croci, un missionario laico, che svolge il suo lavoro come coordinatore presso un orfanatrofio in Somalia, a Mogadiscio. Tale orfanotrofio è stato creato dal SOS: un'organizzazione austriaca con progetti e realizzazioni in tutto il terzo mondo. All'incontro è seguito un invito: "Perché non vieni anche in Somalia a rallegrare i nostri bambini?". "Perché no!", ho detto io, ed ora eccomi qua a preparare il mio prossimo viaggio che sarà a fine giungo 2000. Ad aumentare l'interesse per il mio prossimo viaggio è stata una lettera inviatami dallo stesso Claudio, a fine aprile. |
![]() |
| In essa si
legge la drammatica situazione di questa popolazione a lungo provata dalla
guerra e dalla miseria. Come sempre a farne le spese sono i piccoli, i
bambini. Preferisco pubblicare la lettera nel testo integrale, perché
anche voi possiate conoscere la situazione e la richiesta del missionario
LETTERA DALLA SOMALIA Il SOS Children's village Somalia è stato fondato nel 1985 nella periferia nord di Mogadishu. Originariamente consisteva in un villaggio per bambini orfani, una scuola primaria ed una clinica ginecologica. Quando scoppiò la guerra civile nel 1990 fomentata dalla rivolta della popolazione contro il regime dittatoriale e nepotistico del vecchio presidente Siad Barre, la città di Mogadishu fu il centro urbano che ne risentì maggiormente. Nell'arco di breve tempo gran parte del patrimonio civile della città venne distrutto. Dopo dieci anni di guerra, tutt'ora non esiste un governo, non ci sono leggi in vigore, non esiste un corpo statale che garantisca per la sicurezza della popolazione, per la loro educazione ed assistenza medica. La città di Mogadishu è in mano a poche tribù somale che cercano di accaparrarsi il pezzo più grosso della torta (business, importazioni/esportazioni, potere politico) Il progetto del SOS ebbe la prontezza di intervenire in aiuto della popolazione tramutando la vecchia scuola primaria in un ospedale d'emergenza. Vennero impiegati medici, infermieri, vennero allestite sale operatorie e reparti per i feriti. Il tutto venne molto apprezzato dalla gente di Mogadishu e grazie a ciò il progetto del SOS venne sempre protetto da eventuali assalti e saccheggi. Tutt'ora e' l'unico progetto permanente funzionante in Mogadishu. La presenza delle ambasciate, le agenzie ONU e le ONG vennero meno già molto tempo fa. Il progetto offre lavoro a 260 dipendenti somali che a loro volta contribuiscono al sostentamento di migliaia di persone che da loro dipendono. Ancora oggi l'ospedale d'emergenza funziona anche se non solo più per feriti di guerra ma principalmente per bambini e bambini denuriti. Si curano circa 300 bambini al giorno. Supplementare alle cure mediche si è lanciata l'iniziativa di un "feeding program" per i bambini denutriti. La denutrizione in Somalia è cronica e tutti gli anni migliaia di persone muoiono di fame. A proposito vorrei chiederti se è possibile lanciare l'iniziativa in Italia di raccogliere fondi per la gente che muore di fame. Quest'anno è stato particolarmente tremendo. Credo che le notizia sia arrivata anche in Italia che 16 milioni di persone sono al limite della sopravvivenza per denutrizione solo nella zona a cavallo fra il confine Somalo ed Etiopico. Sarebbe bellissimo se riuscissi a mobilitare tante persone (forse in televisione) per questo problema. Io, tramite il SOS potrei fare il garante per la spesa dei fondi ed andrei di persona ad organizzare le attività di distribuzione. Basterebbe mezzo chilo di riso o di granoturco per ogni italiano e si risolverebbe il problema. Se riesci a far qualcosa, si potrebbe salvare milioni di vite umane. |
|
Oltre all'ospedale il progetto SOS comprende un villaggio per orfani (120),
un asilo con 120 bambini, una scuola primaria con 420 studenti ed una
clinica ginecologica con 120 pazienti al giorno ed una media di due operazioni
al e 20 parti al giorno. Oltre al personale somalo abbiamo tre suore della
consolata che lavorano nell'ospedale pediatrico. L'aiuto che si da tramite
il progetto alla popolazione somala è tanto ma sempre una goccia nell'oceano
paragonato all'estremo bisogno che c'è nel paese. Ciao mago se hai bisogno
di altre notizie fammelo sapere ti aspetto, sono sicuro che insieme faremo
grandi cose. UNA PROMESSA Detto fatto. Io sarò a fine giugno in Somalia. Con me viene un salesiano: don Enrico, mio compagno di molte avventure nel mondo, e un giornalista fotografo, al fine di documentare le cose che vedremo e... speriamo il sorriso di tanti bambini. Intanto voglio ringraziare quanti hanno già iniziato a dare un loro contributo. Ringrazio, inoltre quanti ancora vorranno unirsi a questa grande iniziativa. Vi prego: aiutiamo i bambini della Somalia . Mago Sales |
|
| Avanti |