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DALL'ITALIA
ALL'AFRICA...
CON CALORE
I meteorologi
parlano di un'estate fuori del normale. L'anno 2000 verrà senz'altro ricordato
anche per il suo caldo tremendamente torrido. A fine giugno, a Torino
il termometro fa registrare ben 35 gradi.
Una premessa poco allettante per uno come me che ha deciso di andare in
Africa a rallegrare piccoli e grandi. Mi preparo, lasciando fuori della
valigia maglioni e calze pesanti.
In Kenya, mi attende però una sorpresa davvero inaspettata. Al nostro
arrivo all'aeroporto trovo il missionario con un bel mongomeri addosso.
In effetti non fa affatto caldo; anzi fa veramente freddo. Ci sono solo
12 gradi. In questa zona del mondo è ora inverno. Racimolo un maglione
e mi appresto a trascorrere i dieci giorni della mia permanenza in Africa.
Ora sono nuovamente a soffrire il caldo in Italia. Mi trovo nel Friuli
e nel Veneto, impegnato per un tour nei centri estivi salesiani. Però
porto con me un ricordo stupendo di quei giorni passati in Kenya e Somalia
a patire un po' di freddo esterno, largamente compensato dal calore di
tante nuove amicizie e stupende esperienze.
NE VALEVA LA PENA
Ringrazio il Signore per avermi creato, benedico i miei genitori per avermi
amato e per avermi fatto nascere. Mi ritengo veramente fortunato per tutti
coloro che mi hanno sostenuto e aiutato a coltivare questa stupenda passione
per il teatro e la prestidigitazione. Infatti, attraverso la magia, ho
avuto il lasciapassare in posti e nazioni che mi sarebbe stato impossibile
visitare.
Così è stato per la Somalia, un paese ancora in guerra per odi tribali;
una nazione, grande due volte l'Italia, dove non esistono più servizi
sociali come scuole o ospedali. Le chiese sono state bruciate e i preti
o religiosi e religiose sono stati costretti a lasciare il paese.
Ora a Mogadiscio, sono presenti solo tre suore della Consolata, che gestiscono
un dispensario, l'unico presente in tutta la nazione.
Dall'aeroporto, scortato da ben sei militari armati fino ai denti, vengo
condotto nel villaggio del SOS: un'organizzazione austriaca che lavora
a vantaggio di bambini orfani e bisognosi.
Qui, il mattino seguente, faccio il mio spettacolo alla presenza di più
di mille persone tra bimbi, personale e gente locale.
Uno spettacolo come tanti... ma uno spettacolo che certo non dimenticherò
facilmente.
Il calore con cui sono stato accolto è stato stupendo. L'attesa, non solo
da parte dei piccoli, era nell'aria e si respirava come una grande magia.
Ma, più di ogni altra cosa, sono state le parole di un medico somalo a
farmi dimenticare tutte le mie incertezze, paure e perplessità per quella
mia venuta in Somalia.
LE
PAROLE DI PASQUALE
Ebbene Pasquale (questo è il nome di quel medico: un nome che gli è stato
dato dopo aver frequentato, nella sua infanzia, un collegio gestito da
frati francescani di origine italiana), si è rivolte a me, dopo aver assistito
al mio spettacolo con queste commosse parole: "Caro amico, ti ringrazio
perché in quest'ora di spettacolo io ho dimenticato tutti gli orrori della
guerra. Era da dodici anni (da quando è iniziata la guerra) che io non
ridevo così. Grazie per questo".
Io allora ho pensato a tutte le cose belle che abbiamo ed abbiamo il dovere
di dare a coloro che incontriamo... fosse anche solo un saluto e un sorriso.
Non sarà certo stato dato invano. Tutto il bene che facciamo ci viene
reso indietro con un interesse molto grande.
Grazie Pasquale, perché, certamente tu hai dato a me più di quello che
posso aver dato a te.
Il ringraziamento più bello però l'ho avuto dal Signore, a seguito della
celebrazione della Santa Messa nella cappellina (6 metri quadri di pavimento)
delle suore della Consolata: l'unica in tutta la Somalia. Le suore non
avevano più assistito ad una celebrazione eucaristica da Pasqua, da quando
era venuto il Nunzio apostolico.
Anche il quel momento mi sono sentito in dovere di dire grazie. Grazie
per essere prete... non solo peché faccio il mago.
IL NOSTRO AIUTO PER
I BAMBINI DELLA SOMALIA
Naturalmente ho lasciato quel paese con l'impegno di un aiuto materiale
per i bambini di una scuola da iniziare in un ex ospedale italiano a Mogadiscio.
Attraverso l'appello lanciato durante la mia presenza alla trasmissione
del Maurizio Costanzo Show, sono già stati raccolti parecchi milioni di
lire. Molto però resta ancora da fare. Ora, in questo mio tour nei centri
estivi del triveneto sto raccogliendo parecchi soldini dalle offerte portate
dai bambini e ragazzi, capaci di qualche sacrificio e privazione a vantaggio
di loro coetanei meno fortunati.
Vi ricordo che anche attraverso il c.c.p. di questo giornalino vengono
raccolte offerte per queste necessità. I bambini somali non possono certo
aspettare a lungo.
Grazie per la vostra generosità e auguri di buone e sane vacanze.
Mago Sales
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