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S.O.S. PER I BAMBINI DELL'AFGANISTAN E DEL PAKISTAN



Popolazione pakistana

LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
C'era una volta la violenza, c'era una volta l'intolleranza, c'era una volta il razzismo, c'era una volta la guerra. E, appena ieri, ci veniva da pensare ad un mondo passato dove tutto questo male esisteva insieme ai draghi, agli orchi ed alle streghe ed eravamo convinti che i nostri tempi fossero puri ed innocenti.
Purtroppo la guerra, insieme alla violenza, all'intolleranza, al razzismo sono oggi nuovamente presenti nelle nostre case, o forse lo sono sempre stati e non ce ne siamo mai accorti.
Infatti ogni giorno 12.000 bambini nel mondo (il doppio dei dispersi nel crollo delle torri a New York) continuano a morire di fame, di malattia, di egoismo ma non disturbano più di tanto, come non disturbavano prima, quando i sonni di molti erano tranquilli e le paure lontane.
Ora dopo, l'11 settembre 2001, la paura impedisce a questi molti di avere sonni tranquilli...
La miseria purtroppo non ha mai fatto storia, la guerra e il terrorismo si. Adesso da spettatori stiamo diventando attori. Adesso ognuno deve fare la sua parte per combattere questa tremenda realtà.
Questo articolo viene scritto a fine settembre. Quando lo leggerete mi auguro di cuore che siano cambiate alcune regole di questo tremendo gioco. .. ma la guerra non ha regole, come non le ha la miseria, la malattia, la fame, purtroppo lo sfruttamento e la schiavitù dei bimbi.
La guerra... prima o poi sparirà... Purtroppo non la miseria.
Però possiamo diminuirla o, meglio, renderla nulla per alcuni bambini del mondo: cento, mille, cinquemila, quanti ne possiamo raggiungere con la nostra generosità di adesso, perché i bambini non possono aspettare. Anche loro hanno diritto a diventare adulti per bene.

IL NOSTRO APPELLO
L'appello che vi rivolgiamo riguarda i bambini del Pakistan, dove, probabilmente affluiranno molti profughi afgani per paura della guerra.
Qui a Quetta,al nord del Paese, si trova ad operare un mio carissimo amico salesiano: don Pietro Zago, prima Provinciale nelle Filippine, a Cebù.
In questi momenti di guerra imminente ho subito pensato a lui e alla sua missione, ai confini coll'Afganistan. Io ho visitato il Pakistan e Quetta nel 1998. Qui ho rivisto don Pietro. Ci siamo ancora sentiti via E-mail ogni anno ed è nata una collaborazione: fare qualche cosa per i bambini pakistani.
Ora penso che ne sia arrivato il momento.
Fortunatamente abbiamo completato anzitempo la raccolta di offerte per tutti i progetti di questo anno. Prima dell'inizio del nuovo anno, restano ancora tre mesi. Allora chiedo a voi, carissimi benefattori, di convogliare tutte le offerte che arriveranno alla nostra Associazione per i bambini della missione di don Zago in Pakistan. Sarà questo il nostro appello di pace per il mondo intero.
Eccovi intanto una delle ultime lettere di don Zago a noi pervenuta alcuni mesi fa, dove ci presenta la triste situazione in cui si trova a lavorare come salesiano e le prospettive per il futuro a vantaggio, naturalmente, dei piccoli e dei giovani.



Mago Sales in Pakistan

LETTERA DI DON ZAGO
Carissimo Don Silvio
Un caro saluto da Quetta ed un Augurio di Pace e Serenità in questa prima Pasqua del nuovo Millennio. Mi ricordo di quando sei venuto a trovarmi qui in Pakistan, poco dopo il mio arrivo a Quetta. Purtroppo le cose brutte non sono cambiate, anche se l'economia pakistana è in rapida e tumultuosa crescita, il reddito annuo pro capite si aggira sui 460 dollari, con un tasso medio di aumento del 3% l'anno. Però la gente comune ha tratto sinora scarsi benefici da questo "boom" economico: il 32% della popolazione urbana e il 29% di quella rurale vive sotto la soglia di povertà. La mortalità infantile sotto i 5 anni è di 136 su mille. Con un tasso di analfabetismo del 62%, il paese è agli ultimi posti tra quelli dell'Asia meridionale; la metà circa dei bambini abbandona la scuola sin dalle prime classi elementari, mentre il 21% dei ragazzini e la metà circa delle bambine non vengono neppure iscritti. Ma nella complessa realtà del Pakistan l'aspetto forse più drammatico è quello del lavoro minorile, venuto alla ribalta tre anni fa, il 16 aprile del 1995, in seguito all'assassinio del piccolo Iqbal Masiq, che aveva osato ribellarsi alla sua condizione di semi-schiavitù come tessitore di tappeti e denunciare chi lo sfruttava.
In tutto il Paese, attualmente, sono 8 milioni i piccoli lavoratori, tra i 10 e i 14 anni; costituiscono il 20% della popolazione attiva, e la maggioranza è impiegata nell'edilizia, per la fabbricazione di mattoni d'argilla, o nelle piccole fabbriche. Molti di loro sono addetti alla cucitura dei palloni, quelli che i nostri ragazzi prendono sportivamente a calci.
Ma ritorniamo a noi. Spero che stia bene di salute e sempre impegnato nei tuoi ormai famosi giri per il mondo salesiano a portare ottimismo e sensibilizzare la gente verso i giovani poveri del mondo. La tua è una vera missione. Non ti scoraggiare mai perché don Bosco è con te. Io sto benino e sono in piena attività mettendo su un oratorio giovanile a Quetta ed una scuola tecnica in Lahore ... e sono ancora da solo.
Con tanta stima ed affetto.

Tuo Don Piero.

 



 

CON VOI ABBIAMO FATTO GRANDI COSE…
NEL MONDO ORA PIÙ DI MILLE BAMBINI SORRIDONO ALLA VITA


Grazie da Joseph
bimbo del Kenya

2001
Chiudiamo l'anno con un segno di speranza e di ottimismo:
Un anno volge al termine... il primo di un nuovo millennio. Un anno di cose nuove, come l'inizio dell'Euro; un anno di cose belle come la nascita di un bimbo... un anno di cose orrende, come la paura di una nuova guerra sul pianeta... un anno di guadagni e di sconfitte, di rimpianti e di carezze, un anno di speranze, di sorrisi... di nostalgie, di attese, di qualche lacrima e altrettanti sorrisi. Un'altalena di sentimenti che a volte ci esaltano, a volte ci angosciano... E subito ci accorgiamo di non essere più quelli di prima.

2001
Nonostante tutto... Vivere è ancora la miglior cosa da fare quaggiù.
Grazie per averlo fatto per molti bambini del mondo.

Grazie per continuare a farlo Buon 2002
LE NUBI PASSANO... IL CIELO RESTA

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